13) Cyrano de Bergerac. Adesione alle nuove teorie scientifiche.
Dopo varie peripezie sulla Luna, Cyrano incontra Socrate, con cui
ha una serie di discussioni su vari argomenti. Nel dialogo viene
sostenuta l'infinit dei mondi, l'esistenza del vuoto ed altre
tesi legate allo sviluppo della fisica moderna. Questa lettura ha
per oggetto l'eternit del mondo e il moto perpetuo. Inoltre si
afferma che la natura ha fatto da s tutte le cose esistenti
attraverso un lungo percorso evolutivo.
S. de Cyrano de Bergerac, L'altro mondo o gli Stati ed imperi
della Luna.

Poich siamo costretti, quando ricorriamo col pensiero all'origine
del gran tutto, a incorrere in tre o quattro assurdit, la cosa
pi ragionevole  di prendere il cammino che ci faccia inciampare
il meno possibile. Il nostro primo ostacolo, dunque,  l'eternit
del mondo. E poich lo spirito degli uomini non  abbastanza forte
da concepirla, e non pu neanche immaginare che questo grande
universo, cos bello, cos ben ordinato, abbia potuto farsi da se
stesso, hanno fatto ricorso alla creazione. [...].
Quando, gettati tre dadi sulla tavola, viene tris di due, oppure
tre, quattro e cinque, oppure doppio sei e uno, direte: Che
miracolo! in ogni dado  uscito lo stesso punto, mentre ne
potevano uscire tanti altri! Che miracolo! sono usciti tre punti
consecutivi! Che miracolo! sono usciti esattamente due sei e
l'opposto del terzo. Son certo che essendo uomo di spirito, non
farete mai simili esclamazioni. Infatti, poich sui dadi c' solo
una data quantit di numeri,  impossibile che non ne esca
qualcuno. E con tutto ci vi stupite che la materia, mescolata
alla rinfusa, secondo il capriccio del caso, abbia costituito un
uomo, considerando tutte le cose che sono necessarie alla sua
costruzione. Ma non sapete che sulla via della formazione
dell'uomo, la materia si  fermata un milione di volte a formare
ora una pietra, ora del piombo, ora del corallo, ora un fiore, ora
una cometa, e tutto ci per l'eccesso o il difetto delle figure
che occorrevano o non occorrevano per determinare un uomo? S che
non fa meraviglia che un'infinit di materia che cangia e si muove
senza posa abbia prodotto a caso i pochi animali, minerali e
vegetali che vediamo, pi di quanto non meravigli che in cento
gettate ai dadi esca un tris. Allo stesso modo  impossibile che
da quel moto non si produca qualche cosa; la quale sar sempre
guardata con meraviglia da uno sventato che non riesca a capire
quanto poco ci sia mancato che non si producesse.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
dodicesimo, pagine 873-875.
